Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
In vista dei cantieri di restauro e miglioramento sismico, le spoglie del Santo Compatrono verranno trasferite il 18 agosto. La chiesa cittadina ospiterà le celebrazioni e i festeggiamenti di settembre durante tutta la durata delle opere.
Un passaggio di profondo valore storico, emotivo e identitario per l'intera comunità settempedana. In vista dell'imminente avvio dei cantieri di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno il complesso del Santuario — pesantemente lesionato dalla sequenza sismica del 2016 —, le spoglie di San Pacifico torneranno temporaneamente nel cuore del centro abitato..
Nella giornata di martedì 18 agosto, l’urna contenente i resti del Compatrono della città verrà solennemente trasferita dal Santuario alla chiesa di San Domenico. Lo spostamento si è reso indispensabile per consentire l'esecuzione del complesso intervento strutturale, il cui piano ha ottenuto il via libera definitivo dalla Soprintendenza lo scorso febbraio. Le opere riguarderanno l'intero impianto storico del complesso, inclusi il campanile, la cappella ottagonale e gli apparati decorativi artisticamente più preziosi..
Un ritorno alle origini per il Santo Compatrono .
Per San Severino Marche si tratta di una parentesi carica di significato: San Pacifico, al secolo Carlo Antonio Divini (nato nel centro storico della città il 1° marzo 1653 e ordinato sacerdote a 25 anni), fa ritorno nei luoghi in cui vide la luce e condusse la prima parte della sua esperienza religiosa, prima della scomparsa avvenuta il 24 settembre 1721. Beatificato nel 1786 da Pio VI e canonizzato nel 1839 da Gregorio XVI a seguito dei miracoli attribuiti alla sua intercessione, il Santo rappresenta da secoli un pilastro della fede e dell'identità locale..
Liturgie e feste di settembre a San Domenico.
Per tutto il periodo del cantiere, la chiesa di San Domenico diventerà il nuovo punto di riferimento per le attività spirituali e pastorali del Santuario. Qui si terranno le celebrazioni quotidiane, le iniziative curate dalla comunità dei Frati Minori e i solenni festeggiamenti di settembre dedicati al Santo..
Le parole dei Frati Minori.
«Questo trasferimento rappresenta una parentesi obbligata ma carica di speranza, necessaria per restituire all'intero territorio un Santuario finalmente sicuro e risanato», ha sottolineato il Padre Guardiano del Santuario, fra Luciano Genga..
La comunità dei Frati Minori ha espresso un sentito ringraziamento all'Arcidiocesi e all'Arcivescovo, mons. Francesco Massara, per l'autorizzazione concessa; al parroco don Aldo Romagnoli, per aver messo a disposizione la chiesa più capiente ed agibile della città; e al sindaco Rosa Piermattei insieme all'Amministrazione comunale — ente proprietario del complesso di San Domenico — per il costante sostegno operativo e la vicinanza dimostrata alla comunità..
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
Un altro modo di raccontare il territorio
© RIPRODUZIONE RISERVATA - LaScansione. È consentita la citazione o la parziale riproduzione previa citazione della fonte e inserimento del link diretto all'articolo originale.
Un passaggio di profondo valore storico, emotivo e identitario per l'intera comunità settempedana. In vista dell'imminente avvio dei cantieri di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno il complesso del Santuario — pesantemente lesionato dalla sequenza sismica del 2016 —, le spoglie di San Pacifico torneranno temporaneamente nel cuore del centro abitato..
Nella giornata di martedì 18 agosto, l’urna contenente i resti del Compatrono della città verrà solennemente trasferita dal Santuario alla chiesa di San Domenico. Lo spostamento si è reso indispensabile per consentire l'esecuzione del complesso intervento strutturale, il cui piano ha ottenuto il via libera definitivo dalla Soprintendenza lo scorso febbraio. Le opere riguarderanno l'intero impianto storico del complesso, inclusi il campanile, la cappella ottagonale e gli apparati decorativi artisticamente più preziosi..
Un ritorno alle origini per il Santo Compatrono .
Per San Severino Marche si tratta di una parentesi carica di significato: San Pacifico, al secolo Carlo Antonio Divini (nato nel centro storico della città il 1° marzo 1653 e ordinato sacerdote a 25 anni), fa ritorno nei luoghi in cui vide la luce e condusse la prima parte della sua esperienza religiosa, prima della scomparsa avvenuta il 24 settembre 1721. Beatificato nel 1786 da Pio VI e canonizzato nel 1839 da Gregorio XVI a seguito dei miracoli attribuiti alla sua intercessione, il Santo rappresenta da secoli un pilastro della fede e dell'identità locale..
Liturgie e feste di settembre a San Domenico.
Per tutto il periodo del cantiere, la chiesa di San Domenico diventerà il nuovo punto di riferimento per le attività spirituali e pastorali del Santuario. Qui si terranno le celebrazioni quotidiane, le iniziative curate dalla comunità dei Frati Minori e i solenni festeggiamenti di settembre dedicati al Santo..
Le parole dei Frati Minori.
«Questo trasferimento rappresenta una parentesi obbligata ma carica di speranza, necessaria per restituire all'intero territorio un Santuario finalmente sicuro e risanato», ha sottolineato il Padre Guardiano del Santuario, fra Luciano Genga..
La comunità dei Frati Minori ha espresso un sentito ringraziamento all'Arcidiocesi e all'Arcivescovo, mons. Francesco Massara, per l'autorizzazione concessa; al parroco don Aldo Romagnoli, per aver messo a disposizione la chiesa più capiente ed agibile della città; e al sindaco Rosa Piermattei insieme all'Amministrazione comunale — ente proprietario del complesso di San Domenico — per il costante sostegno operativo e la vicinanza dimostrata alla comunità..
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
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