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Silvia Luconi: a Tolentino si dimentica la trasparenza

 


Ho seguito con attenzione la vicenda che negli scorsi giorni è saltata sulle prime pagine della stampa che riguardava l'affidamento all’ing. Maurizio Urbinati di Ancona il servizio avente ad oggetto ‘Analisi e studio del patrimonio immobiliare realizzato o acquisito in conseguenza dell’emergenza sisma 2016 e dei bisogni rilevabili dalla città’, per un importo complessivo di euro 9.769,76; ho letto anche gli atti relativi, quelli comunali e quelli regionali che riguardano la figura del professionista, ex dipendente Erap, ex funzionario che ha seguito da vicino la costruzione di alcuni appartamenti in sostituzione delle Sae a Tolentino quando io stessa ero in amministrazione, componente oggi del CdA dell'Erap, nominato in quota PD.

Con deliberazione di Giunta comunale n. 212 del 18 giugno 2026 l'Amministrazione ha espresso indirizzo per l'affidamento di un incarico a un soggetto esperto in materia di edilizia sociale, finalizzato allo sviluppo di un progetto sulle strategie di utilizzo degli alloggi realizzati in sostituzione delle SAE, a fini di housing sociale; nella stessa deliberazione si prevede che il progetto comprenda, tra l'altro, attività di ‘analisi e studio del patrimonio immobiliare disponibile e dei bisogni rilevabili dalla città’, la predisposizione della proposta progettuale e la predisposizione dello schema di bando per la selezione dei futuri assegnatari; con determinazione dirigenziale n. 660 del 30 giugno si dà seguito all’indirizzo di giunta.

A parte che il relativo schema di contratto non è allegato agli atti approvati e la determina dirigenziale n. 660/2026 si limita a rinviare alla stipula “attraverso la procedura MEPA”; le criticità che emergono sono diverse, pur essendo l'affidamento ricondotto dall'Amministrazione alla disciplina degli appalti di servizi sotto soglia, si tratta, nella sostanza, di un incarico di prestazione d’opera intellettuale ad un soggetto esterno all’amministrazione il cui oggetto consiste, secondo quanto indicato sia nella deliberazione della Giunta che nella determina dirigenziale, in ‘attività di analisi e studio del patrimonio immobiliare disponibile e dei bisogni rilevabili dalla città’; nell’appalto di servizi, infatti, l’elemento caratterizzante è quello della presenza di una specifica struttura organizzata, che può includere capitale, mezzi tecnici, macchinari e personale dipendente, a differenza dell’incarico professionale, in cui il prestatore utilizza prevalentemente il proprio lavoro; il dispositivo della deliberazione della Giunta regionale n. 212/2026 fa riferimento espresso all’Incarico ‘ad un soggetto esperto in materia di edilizia sociale’; al riguardo avrebbe dovuto essere applicato, pertanto, l’articolo 7 del Decreto legislativo n. 165/2001, il quale stabilisce che l'amministrazione conferente deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno e deve effettuare, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento.

Può essere che l’amministrazione comunale non conosca a pieno le norme (e non sarebbe in ogni caso giustificabile); certo, stupisce ancora di più che all'incaricato in questione non sia venuto alcun dubbio in materia e non si sia posto nessuna domanda (se avesse finto di non porsela sarebbe ancora più grave). Curioso che le domande non se le abbia fatte nemmeno il suo collega Ferri che oggi al comune di Tolentino ricopre l’incarico di Assessore esterno dopo il pasticcio del rimpasto di giunta del 2025 nel quale il Sindaco non riusciva a trovare nessuno che mettesse la faccia in quella che era una delle situazioni amministrative più imbarazzanti della storia tolentinate e dovette rivolgersi ad un osimano. Per inciso: anche l’Assessore Ing. Ferri è ex dipendente Erap e quindi collega dell'Ing. Urbinati. Solo per precisare, chiaramente.

Aggiungo un altro elemento di discussione: avrebbe dovuto essere applicato, inoltre, l'articolo 5, comma 9, del D.L. 95/2012, convertito nella legge n. 135/2012, che vieta alle pubbliche amministrazioni di attribuire incarichi di studio e consulenza a soggetti già lavoratori pubblici o privati collocati in quiescenza, salvo quelli a titolo gratuito, e non essendo possibile avvalersi delle deroghe previste dall’articolo10 del decreto-legge n. 36/2022, convertito nella legge n. 79/2022,che sono limitate a quanto direttamente riconducibile agli “interventi di ricostruzione pubblica e privata, conseguenti ai sismi del 2009 e del 2016”; a tal proposito è importante sottolineare come la Corte dei conti abbia chiarito che, ai fini dell'applicazione del divieto, non rileva soltanto la qualificazione formale dell'atto, ma la natura sostanziale della prestazione effettivamente affidata, con particolare riferimento agli incarichi aventi contenuto di studio, consulenza o prestazione professionale.

Da ultimo, ma certamente non per importanza, una nota politica da non sottovalutare: l’ing. Maurizio Urbinati risulta inoltre nominato, in quota PD, componente del Consiglio di amministrazione di ERAP Marche nella seduta del Consiglio regionale n. 12 del 24 febbraio 2026, organo avente durata quinquennale, e tale circostanza rende opportuno verificare eventuali profili di compatibilità, opportunità o conflitto di interessi, anche potenziale, considerata l'attinenza tra le funzioni di ERAP e l'oggetto dell'incarico conferito dal Comune.

Curioso poi che i miei colleghi di minoranza in regione, in particolare quelli del Partito Democratico che sono sempre pronti a pontificare e che dichiarano apertamente che il loro compito è quello di ‘chiedere spiegazioni quando qualcosa non è chiaro’, non si siano accorti di nulla e non abbiano inteso indagare come lo fanno costantemente per tutto il resto. Magari situazioni tipo queste non sono sufficientemente imbarazzanti o semplicemente, come ho avuto già modo di dire in diverse occasioni, sia in aula, sia in commissione, il rigore e il rispetto delle regole vale solo ed unicamente se a puntare il dito sono loro. Distrazione o doppia morale?

da Silvia Luconi

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