Prendiamo atto che Mauro Sclavi ha trovato una sintesi con le liste della sua coalizione e che, a dieci mesi dalle elezioni amministrative, ha iniziato a preparare il terreno per chiedere ai tolentinati un secondo mandato. È una scelta legittima. Ma è necessario puntualizzare alcune delle affermazioni pronunciate durante l’incontro con i cittadini, nel quale Sclavi sciorina numeri e opere come se fosse in corso una sorta di gara.
Il
caso delle chiese è il primo esempio. L’amministrazione comunale non può
attribuirsi la ricostruzione e la riapertura di San Francesco e San Catervo.
Sono interventi portati avanti dalla Curia e dalla struttura commissariale con
le risorse della ricostruzione. Il Comune potrà aver collaborato, per quanto di
sua competenza, ma non può rivendicare questi interventi come opere
dell’amministrazione Sclavi.
Sulla
pista ciclabile, poi, il sindaco non può scaricare sui cittadini la
responsabilità del tratto rimasto incompleto. Nel 2022 Sclavi e la sua
amministrazione avevano ipotizzato un percorso lungo il fiume, ma quella
soluzione avrebbe inciso pesantemente sulle proprietà dei residenti, anche a
causa delle fasce di rispetto, oltre a presentare evidenti criticità sotto il
profilo della sicurezza.
I
cittadini hanno quindi proposto un tracciato alternativo lungo la strada. È su
questa soluzione che sono emerse difficoltà che l’amministrazione non è
riuscita a superare. Il tratto oggi mancante non è dunque il risultato di un
rifiuto pregiudiziale dei residenti, ma dell’incapacità di Sclavi di trovare
una sintesi e portare a compimento il percorso.
Ancora
più emblematico è il caso della casa di riposo. La realizzazione della nuova
struttura nell’area dell’ospedale era già stata individuata dalla precedente
amministrazione. Per quattro anni, in Consiglio comunale, abbiamo continuato a
sollecitare una soluzione attraverso mozioni, interrogazioni e numerosi
interventi.
Nel
frattempo Sclavi ha perso almeno tre anni inseguendo l’ipotesi di ampliare la
struttura negli spazi della Chiesa dei Cappuccini, vincolata dalla
Soprintendenza e inutilizzabile a questo fine. Ha inoltre sostenuto per lungo
tempo che non fosse possibile ricorrere ai 5 milioni di euro del Programma
straordinario di ricostruzione per intervenire sulla vecchia struttura. Oggi
torna sostanzialmente al punto di partenza e cerca di presentarlo come un
risultato.
Ma sulla nuova casa di riposo, fino a oggi, né il sindaco né chi gli è stato vicino, ha prodotto progetti, atti o una soluzione concreta. Ci sono state soltanto interlocuzioni generiche con l’Ast e parole fumose, tanto che lo stesso Sclavi continua a definirla una semplice “prospettiva”. Se nei prossimi mesi dovesse comparire una proposta, sarà bene ricordare da dove si parte e chi, fino a oggi, si sia davvero occupato del tema e chi no.
Lo
stesso vale per la Biblioteca. Per quattro anni abbiamo pungolato l’amministrazione,
chiesto tempi certi e denunciato i ritardi nella restituzione alla città di un
servizio essenziale. La precedente amministrazione aveva avviato un bando per la
delocalizzazione nel 2022. Oggi siamo nel 2026 e non si può inserire anche la delocalizzazione
della biblioteca nel racconto dei risultati senza ricordare anni di
sollecitazioni, rinvii e risposte mancate.
Anche
sulle Terme Santa Lucia è necessario raccontare la vicenda per intero. Sappiamo
bene che il cantiere dell’ex imbottigliamento ha incontrato problemi e
difficoltà non tutti direttamente imputabili al sindaco. Sarebbe scorretto
negarlo.
È altrettanto vero, però, che il progetto per l’adeguamento sismico, l’efficientamento energetico dell’ex imbottigliamento e il finanziamento regionale da 3,2 milioni di euro risalgono agli anni della precedente amministrazione. Dopo quattro anni di amministrazione Sclavi, l’intervento non è ancora concluso. C’è da dire che la Regione già in tempi sufficientemente utili aveva sollecitato l’Amministrazione e l’Assm a prendere provvedimenti verso quella ditta inadempiente.
Anche qui il sindaco è riuscito ad arrivare
tardi e dimentica di dire che a seguito di interessamenti non casuali avvenuti
da novembre 2025, la Giunta regionale, con la deliberazione n. 880 del 13
luglio 2026, ha modificato la convenzione, consentendo la realizzazione di una
parte funzionale dell’intervento anziché dell’intera opera, per fare in modo
che il contributo concesso non andasse perduto e per non mettere a rischio la
contabilità dell’Assm. Certo, è un peccato che il Sindaco si sia dimenticato di
dire che l’opera dell’ex imbottigliamento non sarà completata, ma che si
faranno soltanto i lavori relativi ai 3.200.000 euro finanziati.
Lo stralcio comprende infatti solo alcuni locali del piano terra, la zona accettazione, il completamento dell’involucro edilizio, gli impianti e i relativi collaudi. Noi non vogliamo attribuire a Sclavi più responsabilità di quelle che realmente ha; pretendiamo però da lui la stessa serietà perché lui sa bene che il Sottosegretario Silvia Luconi, mettendo da parte il ruolo di consigliere di minoranza, si è coscienziosamente messa a disposizione di Assm affinché venisse individuata una soluzione capace di salvaguardare il finanziamento e consentire la prosecuzione dell’intervento. Va detto che l’intelligenza e l’esperienza del Presidente Ottavi ha fatto il resto.
Capiamo
che il sindaco sia occupato a fare video promozionali in mezzo al vapore
termale che onestamente ci imbarazzano anche un po' o foto sceniche, però tra
una promozione di se stesso ed un’altra, rimetta i piedi a terra e comunichi la
verità.
Silvia
Tatò e Monia Prioretti, consiglieri comunali di Fratelli d’Italia

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