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Grandi nomi e piazze gremite all’Appennino Foto Festival. Mostre aperte fino al 26 luglio

 


Se il primo fine settimana aveva già fatto registrare numeri straordinari, il secondo weekend delle Summer Weeks di Appennino Foto Festival ha definitivamente consacrato l’evento, superando persino le più rosee aspettative. Un cartellone ricchissimo che ha contato ben 16 appuntamenti complessivi distribuiti nei due fine settimana (di cui nove solo nel secondo step), capaci di unire fotografia, natura, ambiente, musica, letteratura e impegno civile.

Il festival, che da quest’anno si sviluppa come un grande contenitore culturale annuale dal tema ‘Rigenerare. Dove il cammino cura’,- ha saputo riempire le piazze e i borghi dei sei Comuni coinvolti: Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona e Tolentino. Il programma del secondo fine settimana si è aperto sotto il segno della tutela ambientale a Caldarola con la proiezione di ‘Wild Heart’, il documentario di Wild Umbria (realtà che gestisce il Centro recupero animali selvatici della regione), incentrato sul delicato lavoro di recupero e rimessa in libertà degli animali selvatici feriti.

Il cuore di Serrapetrona si è poi animato grazie al laboratorio errante di fotografia e scrittura creativa guidato dal poeta e fotografo Emiliano Cribari. Un’esperienza intima per guardare il territorio con altri occhi, fondendo la sensibilità delle immagini a quella delle parole. Lo stesso Cribari, autore della poetica del festival, è stato protagonista nel pomeriggio di sabato, quando la sua mostra ‘Quello che resta’ ha inaugurato la riapertura della Pinacoteca d’arte sacra e contemporanea di Serrapetrona, rimasta chiusa per 10 anni a causa dei danni del sisma.

Il venerdì sera l’Anfiteatro De Magistris di Caldarola ha ospitato la prestigiosa premiazione del ventesimo Concorso Internazionale di Fotografia Asferico, organizzato dall’Afni (Associazione fotografi naturalisti italiani), che ha richiamato esperti del settore non solo da tutta Italia, ma anche da Norvegia e Polonia. La mostra con le straordinarie opere finaliste è stata poi inaugurata domenica mattina a Tolentino. Il sabato sera ha visto invece salire sul palco di Serrapetrona la super ospite internazionale Sandra Bartocha.

Di fronte ad una piazza gremita, la fotografa tedesca ha incantato il pubblico con una riflessione visiva sulla luce fragile dei paesaggi interiori. Non sono mancati i momenti di condivisione all'aria aperta. Grande partecipazione sabato per la passeggiata lungo il Cammino Francescano della Marca, animata dalle letture e dalle note di Maurizio Serafini e Luciano Monceri, culminata con un pranzo conviviale al Giardino delle Farfalle. Domenica, a Camporotondo, Jacopo Angelini (Wwf) ha guidato il pubblico in un affascinante viaggio storico-naturalistico intitolato sui popoli e le montagne sacre, unendo idealmente gli Appennini all’Asia Centrale attraverso il simbolo dell’aquila.

La chiusura delle Summer Weeks è stata affidata al giovane esploratore Lorenzo Barone, che ha tenuto la platea con il fiato sospeso raccontando il suo progetto ‘Dust, sulla via della sabbia’ dal Sahara al Pacifico in 167 giorni da solo e senza motori. Il momento della chiusura ufficiale ha visto i sindaci dei sei Comuni spegnere le luci verdi che hanno illuminato i monumenti simbolo del festival durante le Summer Weeks. Ma l’Appennino Foto Festival non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è già fissato per il weekend del 19 settembre, quando prenderà il via il concorso Impressum Photo Award, quest’anno integrato nel festival.

L’autunno porterà con sé l’apertura di nuove mostre diffuse sul territorio e l’arrivo di altri grandissimi ospiti della fotografia e della cultura, tra cui Alessandro Bergamini, Cinzia Canneri e Vanessa Illi, ha annunciato il direttore artistico Stefano Ciocchetti: “La grande risposta di pubblico ottenuta in questa settima edizione dimostra che la scelta degli ospiti e la volontà di alzare sempre di più il livello e la qualità delle proposte è la scelta giusta. Continueremo a lavorare su questa strada, consapevoli che le sinergie create con il mondo nazionale e internazionale della fotografia stiano riuscendo, con il tempo, a rendere questo territorio un punto di riferimento per il settore”.

Gli fa eco Marco Gratani, presidente dell’associazione Ph3 che organizza il festival: “Nel 2019 questa iniziativa nacque sulla scie dell’entusiasmo di una cena del collettivo fotografico, quasi per gioco. Oggi è una realtà strutturata che negli anni ha acquisito il sostegno degli enti locali e di tanti sponsor che credono nel valore del progetto. Un progetto che continua a crescere ogni anno sotto la luce di Lorenzo Lambertucci che continua a guidarci da lassù”.

Le quattro mostre dislocate tra Tolentino, Camporotondo di Fiastrone, Serrapetrona e Belforte del Chienti resteranno visitabili (consultare gli orari sul sito appenninofotofestival.com) fino al 26 luglio.

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