La sicurezza è un tema serio, reale, che riguarda la qualità della vita delle persone e il rapporto di fiducia con il territorio in cui si vive. Il senso di insicurezza che molti cittadini avvertono non va minimizzato né liquidato con superficialità. Proprio per questo, però, servono risposte credibili, efficaci e responsabili: non iniziative demagogiche o di facciata che rischiano soprattutto di alimentare ulteriore paura senza affrontare davvero i problemi.
E’ per questa ragione che troviamo del tutto strumentale l’incontro pubblico che si terrà questa sera a Tolentino. Crediamo sia necessario dirlo con chiarezza e senso di responsabilità: trasformare la paura in un modello di gestione della sicurezza è un errore serio. E noi cittadini abbiamo il dovere di farci sentire. Comprendiamo bene il disagio, le preoccupazioni e il bisogno di sicurezza che molte persone vivono. Sarebbe assurdo negarlo. Ma proprio per questo servono risposte serie, equilibrate e realmente efficaci, non scorciatoie che rischiano di peggiorare il clima sociale.
L’idea del controllo del vicinato, per come viene proposta, ci lascia profondamente perplessi. Perché rischia di alimentare sospetto, tensione e una cultura della diffidenza permanente. Si insinua il principio che ciascuno debba vigilare sull’altro, osservare, segnalare, interpretare comportamenti e presenze. Ma la sicurezza non può diventare una delega informale a cittadini impreparati, privi di strumenti, responsabilità e controllo.
Ancora più preoccupante è il fatto che certe iniziative finiscano inevitabilmente per intrecciarsi con derive che strizzano l’occhio all’autodifesa, alla giustizia percepita, alla paura come motore politico e sociale. E’ un terreno delicato, che può sfuggire di mano molto facilmente. La sicurezza è materia seria. Deve restare nelle mani delle istituzioni competenti, delle forze dell’ordine, di politiche pubbliche capaci di prevenire disagio, isolamento e degrado sociale. Non si costruisce creando cittadini-sentinella o quartieri attraversati dal sospetto reciproco.
Abbiamo bisogno di più comunità, non di più paura. Di più presenza sociale, culturale e istituzionale nei quartieri. Di luoghi vivi, relazioni vere, partecipazione civica e fiducia reciproca. Per questo crediamo sia importante aprire un dibattito pubblico vero, senza slogan e senza propaganda, prima di accettare passivamente iniziative che rischiano di modificare profondamente il modo in cui conviviamo nelle nostre città.
Massimo D'Este -
Civico22

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