Sabato
28 marzo, alle 17, la Biblioteca “Mario Ciocchetti” di Belforte del Chienti
ospiterà un appuntamento dedicato alla memoria e all’eredità
culturale di Fabio Santilli, figura di riferimento per il territorio maceratese
e non solo. L’incontro, dal titolo “Fabio Santilli, da Gog&Magog
alla tentazione comica. I progetti, l’umorismo, la poesia, la satira e gli
studi”, vedrà gli interventi di Paola Puglisi, Giorgio Roselli e Luca
Romagnoli, amici e collaboratori di Santilli. A moderare l’incontro sarà la
giornalista Giulia Sancricca.
Romano di nascita ma profondamente legato alle Marche, Santilli aveva scelto Caldarola come sua terra d’adozione, diventando nel tempo un autentico promotore culturale capace di lasciare un segno tangibile. Discendente di una storica famiglia di organari, dopo esperienze professionali anche di respiro internazionale - tra cui i lavori per Disneyland Paris negli anni ’90 - aveva deciso di dedicarsi con sempre maggiore intensità alla cultura, alla comunicazione e alla valorizzazione del territorio. Tra i suoi progetti più noti, la creazione di Gog&Magog insieme al poeta Eugenio Rebecchi, da cui nacquero iniziative di grande rilievo come il Premio Rabelais e il concorso di grafica umoristica “In Vino Veritas”, capaci di coinvolgere artisti e intellettuali da tutta Italia. Parallelamente, Santilli ha avuto un ruolo centrale anche nella promozione turistica, contribuendo alla nascita di eventi e rassegne di respiro internazionale dedicate al mondo dell’agriturismo e dell’ospitalità rurale, valorizzando in particolare il territorio dei Monti Sibillini.
Il suo impegno si è esteso anche al mondo della satira e dell’umorismo, ambiti che ha sempre amato profondamente: è stato presidente del Centro Studi Galantara e curatore di numerosi progetti editoriali ed espositivi, oltre che docente di laboratori di comunicazione satirica presso le università di Macerata e Roma Tre. Figura eclettica e instancabile, Santilli ha saputo coniugare creatività, rigore organizzativo e una straordinaria capacità relazionale. Il suo lavoro ha contribuito in modo significativo alla promozione culturale, turistica ed enogastronomica del territorio maceratese, lasciando un’eredità ancora oggi viva.

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