Prima di tutto
riteniamo doveroso esprimere la nostra solidarietà all’assessore Diego Aloisi
per le volgarità ricevute via social: la critica, anche aspra, fa parte del
dibattito pubblico, ma la violenza verbale non porta mai a nulla e non fa bene
a nessuno. L’episodio del turista che non ha trovato mezzi per visitare il
Castello della Rancia ha fatto rumore. Diciamolo con chiarezza: è stato
eccessivamente enfatizzato e non rappresenta la fotografia reale di Tolentino.
La città ha
limiti e criticità, ma non è né deserta né incapace di accogliere. Detto ciò,
il problema turismo è storico. Ad agosto i servizi si assottigliano —
indipendentemente da chi governava. Già sotto la seconda giunta Ruffini ci fu
un tentativo, non più ripetuto, di coordinare ferie e chiusure di artigiani,
commercianti e attività, proprio per evitare il deserto estivo.
Ma
l’esperimento non ebbe seguito e ogni anno, ciclicamente, ci ritroviamo con lo
stesso problema. A ciò si aggiunge un’altra criticità cronica: il turismo
“mordi e fuggi” alla Basilica di San Nicola. Migliaia di visitatori arrivano,
ma spesso restano poche ore, senza generare ricadute economiche significative
sulla città. Questo dimostra che Tolentino non riesce ancora a trattenere e
coinvolgere i turisti in un’offerta più ampia e strutturata.
E c’è un dato
oggettivo che pesa: il terremoto del 2016 ha cambiato il volto della città.
Attività chiuse, ricettività ridotta, centro storico segnato dai cantieri.
Anche per questo i numeri in crescita su arrivi e presenze vanno letti con
prudenza: sono in gran parte ‘drogati’ dalla presenza massiccia di operai e
tecnici della ricostruzione, non da un reale boom di visitatori.
In questo
quadro, va riconosciuto un segnale importante: la recente inaugurazione del
nuovo albergo Interno Marche, che amplia concretamente la ricettività e si
rivolge a un turismo di qualità. È un passo avanti che alza l’asticella
dell’offerta, ma proprio per questo impone che i servizi di contorno
(informazioni, collegamenti, orari, accoglienza diffusa) siano all’altezza,
altrimenti rischiamo di sprecare un’occasione.
Le criticità
strutturali restano note: Terme di Santa Lucia mai valorizzate e senza
struttura ricettiva dedicata; ex Hotel Marche abbandonato; assenza di un
servizio taxi (oggi utile ma difficilmente sostenibile); trasporto pubblico
spesso semivuoto, che rende antieconomiche corse speciali.
Il punto non è
un autobus per un singolo episodio, ma la mancanza di programmazione turistica.
Programmare vuol dire creare eventi che attirino pubblico anche dai comuni
vicini, coordinare le aperture di negozi e ristoranti, valorizzare percorsi
culturali e naturalistici, comunicare in modo unitario ciò che Tolentino offre.
Per questo
riteniamo necessarie alcune decisioni pratiche, da avviare subito: una navetta
a chiamata sperimentale (nei weekend estivi) tra centro, Castello della Rancia
e principali attrazioni; brochure e canali digitali aggiornati in hotel,
B&B e ristoranti con orari, contatti taxi/NCC, luoghi visitabili e
itinerari consigliati; un tavolo permanente sul turismo che coinvolga
amministrazione, operatori e cittadini per pianificare calendario eventi,
coordinamento aperture e pacchetti integrati (San Nicola–Castello–percorsi
naturalistici), anche in sinergia con Interno Marche come ‘apripista’
dell’ospitalità di qualità.
L’episodio del
turista non è la verità di Tolentino. E’ un campanello d’allarme. La direzione
giusta c’è: valorizzare ciò che funziona (a partire da Interno Marche), colmare
i buchi di servizio e passare finalmente dalla polemica alla programmazione.
Solo così faremo un salto di qualità vero.
Forza Italia
Tolentino Lega Tolentino

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