Ci tengo a
sottolineare che la città ha molteplici sensibilità e molteplici gusti,
pertanto un’amministrazione comunale deve cercare di occuparsi di tutte; non si
può negare però che il Premio Ravera è stato un evento che a Tolentino ha
creato molto movimento e molto interesse e che ha avuto tanto seguito anche a
seguito di una musica nazional popolare che non muore mai.
Non ha mai
nemmeno tolto spazio ad altro, in quanto nel 2020 ad esempio, abbiamo ospitato
Daniele Silvestri con un sold out allo Stadio della Vittoria e in tempi di
Covid; abbiamo continuato a supportare eventi cittadini ed associazioni locali
che facevano eventi sul territorio per i giovani e non solo della nostra città.
Lo abbiamo fatto, non seguendo gusti e simpatie o legami personali, ma vedendo
quale seguito ci fosse in città in relazione all’evento.
Il Premio Ravera non si faceva perché piaceva all’Amministrazione Comunale o al Sindaco di turno; quello che un’Amministrazione Comunale deve saper intercettare è cosa piace al pubblico ed è innegabile che nelle ultime edizioni c’erano artisti che richiamavano tantissime persone e che per tantissimi anni hanno solcato i Palchi di Sanremo e sono stati in vetta alle classifiche.
Solo nel 2020, periodo del Covid, abbiamo registrato un tutto esaurito e su quel palco c’erano nomi come Diodato che proprio in quell’anno vinceva il Festival di Sanremo (che tutti dichiarano di non guardare, ma che, numeri alla mano, tutti guardano ogni anno con curiosità e attenzione), ma anche come Francesco Sarcina, frontman de Le Vibrazioni, che, con un acustico di 20 minuti, ha incanto il Della Vittoria.
A questi si sono aggiunti artisti, che piaccia o no, hanno fatto la storia della musica italiana e che, a dispetto dei commentatori da tastiera di Facebook che leggo anche in queste ore, hanno più seguito di quanto si possa pensare. Non penso sia poco avere in città il compianto Fabrizio Frizzi, che ha girato diversi giorni per le nostre vie e per i nostri ristoranti, Mara Venier, Carlo Conti, Pippo Baudo, ma anche Amadeus, che in virtù del suo contratto non concede ospitate, ma che per Tolentino ha fatto un’eccezione per ritirare un premio.
E’ chiaro però che è nelle facoltà dell’Amministrazione Comunale
decidere che taglio dare agli eventi e agli spettacoli cittadini, preferendo
magari musica e cultura di nicchia, che pur ci deve stare e non l’ho mai
negato, ma che non può prevaricare tutto il resto della cittadinanza,
costringendola a recarsi altrove.
Una
precisazione dovuta sui costi, perché altrimenti si può dire sempre tutto:
leggiamo e ascoltiamo anche in Consiglio Comunale che il Premio Ravera sarebbe
costato 150.000 euro. Questa è un’informazione errata, fuorviante e faziosa.
Prendendo a
riferimento il 2021, il premio Ravera ha avuto 3 delibere di giunta dove come
previsione, si metteva a bilancio prima 100.000 euro, poi 150.000, poi di nuovo
100.000, che comprendevano sponsor, sbigliettamento e risorse comunali. La
chiusura dei conti dopo l’evento, che è tuttavia pubblica e consultabile, mette
un punto definito ad illazioni che altro che non fanno che alimentare divisioni
e creare confusione: a fronte di un totale di spese di euro 102.338,48 ci sono
state entrate per euro 46.975,00. Il premio dunque è costato 55.363,48, con
biglietti a prezzo calmierato (euro 20/25 euro massimo) e numero limitato di
persone per emergenza covid. Nei 55.000 euro sono compresi anche la diffusione
dell’evento su Raiuno e sui maggiori media italiani, che costerebbero
altrimenti migliaia di euro.
Oggi si
capisce in maniera chiara che si tende a cancellare gran parte delle cose che
sono state fatte in precedenza, ma non si amministra a colpi di dispetti e una
città identifica il Sindaco e la sua maggioranza non per cosa cancella, ma per
cosa è in grado di fare.
Da Silvia Luconi

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