La
difesa dell’identità dei nostri centri storici è una priorità, ma confondere la
tutela culturale con il protezionismo gastronomico è una scorciatoia ideologica
che non risolve i problemi. La proposta di legge regionale sostenuta dal
presidente Acquaroli, e appoggiata dal sindaco Parcaroli, sembra riassumersi
nello slogan ‘l’identità si preserva combattendo il kebab’. Chissà poi se
inizieranno, i nostri patrioti, a combattere anche gli hamburger, il sushi, e
così via. O anche, più semplicemente, l’insalata russa, lo yogurt greco, il pan
di Spagna, i croissant e le baguette. Si tratta di un dibattito surreale:
eliminare un'insegna etnica non restituirà magicamente vita a Corso Matteotti o
a Corso della Repubblica.
I veri fattori che determinano lo svuotamento e il declino dei centri storici italiani non hanno nulla a che fare con la cucina internazionale, ma dipendono da precise scelte politiche. Per Alleanza Verdi Sinistra, conservare un centro storico significa renderlo vivo, sostenibile e accessibile. A Macerata, la destra sta facendo l'esatto contrario, come dimostrano l’emergenza parcheggi per i residenti, ZTL inefficiente e commercio in crisi, l’assenza di famiglie (il centro rischia di morire per ragioni demografiche, non gastronomiche), Piazza della Libertà ridotta ad un garage, speculazione immobiliare sulle spalle degli studenti e delle studentesse universitarie.
L'identità
italiana e marchigiana è, da sempre, frutto di contaminazione e apertura.
Prendersela con il commercio etnico significa guardare il termometro invece di
curare la febbre. La vera conservazione storica e culturale si fa riportando le
scuole in centro, pedonalizzando Piazza della Libertà, calmierando gli affitti
per studenti e artigiani, e garantendo la mobilità sostenibile.
Nilde
Iotti diceva che “la tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del
fuoco”. Il fuoco di Macerata sono i cittadini e le cittadine che la abitano, la
animano, ci studiano e ci lavorano. Le ceneri sono i regolamenti identitari per
vietare i panini. Come Alleanza Verdi Sinistra abbiamo scelto di custodire il
fuoco, ed è da qui che la politica locale deve ripartire.

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