Nella
seduta del Consiglio Comunale di ieri sera, il Sindaco Mauro Sclavi ha risposto
all'interrogazione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, con
prima firmataria e relatrice la consigliera Silvia Tatò, sulla gestione
dell'eredità Tassoni, affidata alla Fondazione Tassoni-Porcelli di cui il
Sindaco stesso è Presidente. Le risposte, però, sono state generiche e
incomplete, lasciando senza risposta le domande che i cittadini si pongono da
mesi.
La
Fondazione amministra oggi un patrimonio stimato intorno ai 4 milioni di euro,
quello che resta dell'eredità dell'Avvocato Gianfranco Tassoni, scomparso nel
1998 con una volontà precisa: destinare i propri beni al sostegno degli
studenti universitari marchigiani meritevoli e all'assistenza degli animali
abbandonati, con particolare attenzione ai cani. Dopo oltre venticinque anni di
battaglie legali, nel settembre 2023 è stato raggiunto un accordo definitivo
con l'unica controparte rimasta, la sig.ra Ilde Manetta.
Eppure,
a quasi tre anni da quella svolta, la Fondazione non ha ancora avviato nulla di
concreto per dare attuazione a quelle volontà. Nelfrattempo il patrimonio
continua a ridursi: dai 16 milioni stimati nel 1998 si è passati a 8 milioni
dopo decenni di spese legali, fino agli attuali 4 milioni. Una traiettoria che
preoccupa e che rende ancora più urgente capire come vengono gestite le risorse
che restano.
Tra
i temi sollevati dall'interrogazione c'era quello dei terreni agricoli di proprietà
della Fondazione nel territorio di Tolentino. Il Sindaco ha risposto in modo
vago: ha parlato di un possibile bando per i terreni di Colmaggiore, salvo poi
ammettere che per altri fondi le manutenzioni vengono affidate sulla base di
semplici preventivi. Nessun importo, nessun nome, nessuna chiarezza sui criteri
di selezione. Nel frattempo diversi agricoltori locali attendono risposte da
mesi, dopo aver manifestato interesse a gestire quei terreni. Anche la
consigliera Silvia Luconi, che aveva chiesto chiarimenti direttamente al
Sindaco, si era sentita rispondere allo stesso modo: ci sarà un bando. Quel
bando, ad oggi, non esiste.
Il
Sindaco ha inoltre accennato a un contratto preliminare per la vendita di un
immobile a Foligno, senza però fornire alcun dettaglio su importi, tempi o
modalità. Non è chiaro se la vendita sia stata deliberata dal Consiglio di
Amministrazione della Fondazione, né con quali criteri sia stato stabilito il
prezzo.
Un
altro tema emerso in aula riguarda la rotatoria in via Pertini. La consigliera
Tatò ha appreso informalmente che un componente dello staff del Sindaco si
sarebbe recato dal notaio per avviare il passaggio di proprietà di alcuni
terreni della Fondazione al Comune, nell'ambito della realizzazione di
quell'opera. Una notizia arrivata per vie traverse, non attraverso i canali
istituzionali che ci si aspetterebbe.
Il
gruppo di FdI non ha nulla in contrario all'operazione in sé, migliorare la
viabilità e la sicurezza è un obiettivo condivisibile, ma ritiene che i cittadini
e il Consiglio Comunale abbiano il diritto di conoscerne i dettagli: quali beni
vengono ceduti, a quale valore, se alla Fondazione è stata riconosciuta una
contropartita e con quale atto il CdA ha autorizzato il tutto. Non è
accettabile che si venga a conoscenza di operazioni che riguardano il
patrimonio della fondazione per sentito dire.
C'è
poi una questione che non può passare inosservata. Nel comunicato pubblicato
sul sito del Comune il 4 settembre 2023, lo staff del Sindaco faceva esplicito
riferimento a una relazione redatta sull'intera vicenda Tassoni. Quel documento
non è mai stato reso pubblico, né consegnato al gruppo consiliare di
opposizione, nonostante la consigliera Tatò abbia presentato ripetute richieste
formali di accesso agli atti, rimaste senza risposta sia da parte del Sindaco
che del Segretario Comunale.
E’
un fatto che colpisce, soprattutto perché nello stesso comunicato il Sindaco
definiva l’accordo raggiunto ‘oggettivamente migliorativo’ rispetto al lavoro
della precedente amministrazione. Se è davvero così, non si capisce perché la
relazione che lo documenta non possa essere letta da chi di dovere. Nel
procedimento amministrativo pubblico non esistono dossier riservati: ignorare
una richiesta di accesso agli atti non è una scelta discrezionale, è una
violazione delle norme sulla trasparenza.
Abbiamo
presentato questa interrogazione perché sono i cittadini a chiederci risposte
su come vengono gestiti i proventi e il patrimonio della Fondazione. Il Sindaco
ne è Presidente e dovrebbe rendere conto periodicamente, senza aspettare di
essere sollecitato dall'opposizione. Le risposte ricevute ieri sera non
soddisfano nessuno dei quesiti posti: a distanza di anni dalla risoluzione del
contenzioso, non risulta ancora alcuna azione concreta per dare attuazione alla
volontà del testatore — solo dichiarazioni di intenti. Continueremo a chiedere
chiarezza su tutte le operazioni della Fondazione, con tutti gli strumenti che
il nostro ruolo ci consente.

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