Sinistra Italiana ed Alleanza Verdi Sinistra al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Electrolux
Pochi giorni fa Electrolux ha annunciato la
riduzione del 40% del personale: parliamo di 1.700 persone che vedono messo
fortemente in discussione il loro posto di lavoro. Questa notizia si aggiunge
alle voci secondo cui il gruppo cinese Midea sia interessata ad acquistare la
multinazionale svedese senza che vi siano chiare ed evidenti garanzie per il futuro
degli stabilimenti italiani.
Il 10% degli esuberi (170 donne e uomini) lavora nello stabilimento di Cerreto d’Esi: un sito che, stando al piano aziendale, è destinato alla chiusura. E’ chiaro come l’inserimento delle Marche nelle Zone Economiche Speciali (ZES) sia stata, in realtà, una manovra elettorale per consentire alla destra di rimanere al Governo di questa Regione.
Bene ha fatto Andrea Nobili, capogruppo per Alleanza Verdi Sinistra nel consiglio regionale, a prendere parola contro la multinazionale svedese. Rinnoviamo la sua richiesta ad Acquaroli ed alla sua Giunta affinché promuovano un tavolo regionale con azienda, sindacati, enti locali e Governo nazionale a difesa del lavoro e del futuro del territorio: questa vertenza deve essere affrontata con il coinvolgimento di tutte le parti interessate e con l’obiettivo di salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale.
Ringraziamo, inoltre, Tino Magni, Senatore per
Alleanza Verdi Sinistra, che ha già promosso un’interrogazione al ministro Urso
per conoscere cosa intenderà fare il Governo per difendere i posti di lavoro a
rischio. Le prime parole di Urso sono poco rassicuranti: incolpare il green
deel per il piano varato da Electrolux segnala l’incapacità del ministro di
leggere la realtà. Le aziende italiane soffrono perché gli insufficienti
investimenti nelle energie rinnovabili rallentano la necessaria transizione
ecologica e, quindi, il costo dell’energia cresce a causa della nostra dipendenza
dalle sempre più esose fonti fossili.
Ancora una volta la politica industriale è la grande assente: da anni la produzione sta crollando ed il Governo appare uno spettatore disinteressato di quanto sta accadendo. Al contrario, è sempre più urgente un piano industriale che difenda i posti di lavoro ed impedisca alle aziende di dismettere i siti produttivi lasciando il deserto nei territori abbandonati; un piano industriale che smetta di elargire fondi pubblici a pioggia ad aziende che, presto o tardi, abbandoneranno il paese e che garantisca investimenti, innovazione e consolidamento produttivo.
Sinistra Italiana ed Alleanza Verdi Sinistra sono al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero nelle Marche e nel paese: gli stabilimenti coinvolti sono presidi industriali fondamentali per il futuro dei territori e questo paese può ripartire solo mette al centro il lavoro. Non, però, un lavoro purché sia: un lavoro sicuro, stabile e retribuito in maniera da garantire una vita dignitosa a tutte e tutti.

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