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Per combattere il bullismo con san Francesco ed il lupo di Gubbio all’Abbadia di Fiastra

 


Il ‘Cantico delle Creature’ (Canticum o Laudes Creaturarum) è un cantico di san Francesco d’Assisi composto intorno al 1224 fra san Damiano e il vescovado di Assisi. E’ il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore. Secondo una tradizione, la sua stesura risalirebbe a due anni prima della sua morte, avvenuta nel 1226.

Per approfondire questo testo poetico, nell’ottocentesimo anniversario ed a dieci anni dall’enciclica ‘Laudato sì’, la parrocchia ‘Santa Maria Annunziata’ dell’Abbadia di Fiastra, in collaborazione con il Sermirr di Recanati, il Sermit di Tolentino, Agesci, Azione Cattolica Italiana, Acli, Movimento Laudato Sì, Movimento dei Focolari, associazione ‘Città per la Fraternità’, ha attivato un percorso di approfondimento, che si concluderà domenica 10 maggio alle ore 11.00 con il giornalista e teologo Diego Mecenero, che racconterà come si sconfigge il bullismo, partendo dall’incontro del santo assisiate con il lupo di Gubbio: ‘San Francesco ed il lupo insieme per sconfiggere il bullismo’.

Il relatore, direttore responsabile della rivista ‘Il Sentiero Francescano’, offrirà una riflessione attuale e coinvolgente ispirata alla figura del Poverello di Assisi e al celebre episodio del lupo di Gubbio. Scrivendo anche un libro per ragazzi, ‘Lo Smontabulli’, che racconta la storia di una scolaresca nella quale imperversano i dispetti di tre bulletti indisponenti e le battutine delle due saputelle del primo banco, ha incontrato 75.000 alunni delle scuole italiane.

Però l’arrivo di un nuovo compagno solare, educato, gentile ma non disposto a subire, metterà a nudo le debolezze dei prepotenti e la classe si trasformerà in un gruppo di ragazzi che insieme scoprirà il vero significato del detto ‘l’unione fa la forza’.

Nell’incontro precedente l’incaricata nazionale al settore ‘Giustizia, Pace e Nonviolenza’ dell’Agesci, Alessandra Cetro, ha raccontato il verso ‘Laudato sii, mio Signore, per tutti quelli che perdonano per amor Tuo’; “Essere ‘artigiani di pace’ significa agire nel quotidiano con gesti concreti, coltivare il rispetto e la comprensione reciproca, promuovere la giustizia e il bene comune. Come ‘artigiani di pace’ continuiamo a immaginare e a sognare un mondo in pace non come utopia, ma come forte necessità e anche promessa per gli uomini e le donne del nostro tempo e quindi ci dedichiamo alla sua costruzione con tenacia, passione e dedizione, sicuri di non essere soli in questo cammino, affidandoci alla guida e alla grazia di Dio Padre”.

 

  

 

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