Tolentino
perde abitanti, e continua a perderli. Non è più una tendenza, è una
traiettoria ormai consolidata. E proprio per questo Forza Italia Tolentino e
Lega Tolentino attaccano frontalmente il sindaco Mauro Sclavi, accusandolo di
raccontare una realtà che ‘non trova alcun riscontro nei dati’, come hanno
sottolineato Roberto Scorcella e Giovanni Gabrielli:
“Le
dichiarazioni rilasciate dal sindaco in un’intervista alla Rai del gennaio 2026
sono semplicemente sconcertanti. Dire che Tolentino avrebbe recuperato abitanti
grazie ai lavoratori della ricostruzione è un’affermazione che non sta in
piedi. Basta guardare i dati per capirlo, la città continua a perdere residenti
e non c’è alcun recupero, né reale né strutturale.
Quella del ‘recupero’
è una narrazione costruita dal sindaco per ribaltare un trend che invece è
evidente e documentato. E il punto politico è questo, quando si arriva a
presentare come crescita ciò che è ancora calo, non si sta descrivendo la
città, la si sta raccontando in modo distorto, ma i numeri non cambiano, cambia
solo il modo in cui si prova a raccontarli. Quei lavoratori sono per
definizione temporanei. Non sono residenti stabili, non fanno comunità, non invertono
alcun trend demografico”.
Ed hanno rincarato
la dose: “Qui non siamo davanti a una valutazione opinabile, ma a un fatto: i
numeri smentiscono in modo netto quelle affermazioni. E quando si amministra
una città, i numeri contano più della propaganda. Nel 2014 Tolentino contava
oltre 20.300 residenti. Oggi siamo scesi a circa 17.557 abitanti. Significa
aver perso quasi 3.000 persone in poco più di dieci anni. Altro che numeri
recuperati".
Un trend che è
sottostimato: "I dati diffusi in questi giorni fanno riferimento al 2024. E’
quindi evidente che nel 2026 la situazione sia ulteriormente peggiorata. Non
esiste alcun elemento che faccia pensare a un’inversione di tendenza. Anzi.
Forza Italia e
Lega riconoscono il contesto post-sisma, ma tracciano una linea netta: “Dopo il
terremoto del 2016 era inevitabile una perdita di residenti. Famiglie costrette
ad andarsene, case inagibili, difficoltà oggettive. Ma quello era un fenomeno
temporaneo. Oggi, invece, siamo davanti a un dato definitivo: quei cittadini
non sono più tornati”.
Il quadro
sociale si complica ulteriormente: “L’età media cresce in maniera evidente, i
giovani lasciano la città e le nascite non compensano i decessi. A questo si
aggiunge un altro dato significativo: come riportato anche da recenti articoli
di stampa, alcuni cognomi stranieri stanno ormai superando, per diffusione,
cognomi storici tolentinati. Un segnale evidente di un cambiamento profondo,
mentre la popolazione originaria continua a ridursi. Dopo quasi quattro anni di
amministrazione Sclavi non si vedono politiche concrete per contrastare questa
emorragia. Non un piano strutturato, non una strategia, non una visione. Solo
dichiarazioni che provano a minimizzare un problema enorme”.
Eppure, le
proposte esistono: “Una delle strade possibili è quella di costruire un
rapporto stabile con le Università di Macerata e Camerino. Portare uno o più
corsi a Tolentino significherebbe attrarre giovani, creare indotto e ridare
vitalità alla città, trasformandola in un punto di connessione tra due poli
accademici di eccellenza. Il futuro campus delle scuole superiori potrà
rappresentare un’opportunità importante.
Ma da solo non
basta e difficilmente potrà incidere sul numero dei residenti. Se si continua a
negare il problema, non lo si risolverà mai. Tolentino sta perdendo abitanti,
identità e prospettiva. E quella che era la quarta città della provincia di
Macerata rischia seriamente di diventare un punto marginale sulla carta
geografica. Serve un cambio di passo immediato. E serve soprattutto il coraggio
di dire la verità”.
Forza Italia e Lega - Tolentino

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