L’Auser
Tolentino con la Consulta delle Donne, il Sermit, l’Istituto Musicale ‘N.
Vaccaj’ e con il patrocinio del Comune di Tolentino, Assessorato alle Politiche
sociali e Commissione Pari Opportunità organizza venerdì 8 maggio, alle ore
18.00, al Salone delle Feste del Circolo Cittadino, Palazzo Sangallo, piazza
della Libertà, la presentazione del libro ‘Siria, il giorno dopo. Le ferite e
la speranza’. L’autrice, scrittrice e giornalista Asmae Dachan dialogherà con
Luca Romagnoli. Intermezzi musicali a cura del pianista M°. Lorenzo Gasparri.
L’incontro vuole la donna come testimone di vita nelle sofferenze del tempo presente. Fra i tanti premi, Asmae Dachan ha ricevuto anche il premio ‘Per la Pace e l’integrazione tra i popoli’ nell’ambito del Festival Giornalisti del Mediterraneo con i reportage ‘Porto Franco’ pubblicato su Panorama.
Con ‘Siria, il giorno dopo, Asmae Dachan fa un viaggio che da Ancona, dov’è nata, la porta ad Aleppo, la città della sua famiglia, per comporre un mosaico di luoghi e persone. Da Jiza, la città di Hamza al-Khatib, torturato e ucciso a undici anni, a Dar’a; da Darayya a Sednaya, ‘la macelleria umana di Assad’; da Damasco, dove la guerra sembra non esserci mai stata, a Ghouta, Homs e Hama, Idlib e infine Aleppo, le radici.
Incontri pieni di dolore si mescolano a incontri di speranza, come quelli con
due adolescenti che salvano libri e oggetti d’arte o un artigiano che riapre la
sua bottega di biciclette. Storie di famiglie che riportano in vita i morti e
gli scomparsi, i mafqudin, le persone arrestate, allontanate
forzatamente dalle loro case, lasciando chi resta in una vita sospesa.
Come si scrive la parola fine a tutto questo?
Il libro ‘Siria, il giorno dopo. Le ferite e le speranze’, pubblicato da ADD Editore, ha le illustrazioni di Tammam Azzam e la postfazione di Laura Silvia Battaglia che scrive ‘Era il gennaio 2025 e per poco, con Asmae Dachan, non ci siamo incrociate. Pensavo costantemente cosa potesse significare, per una persona che ha le radici in Siria, tornare in una terra così martoriata, per poterla “sentire”, prima che raccontare, senza avere timore di dire che per capire un luogo, prima bisogna allertare i sensi’. La cittadinanza è invitata a partecipare. Ingresso libero.

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