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A chi importa dei beni comuni? L’Azione Cattolica in dialogo con il prof. Gretter a Macerata

 


Qual è il volto della Macerata che non vediamo? Come possono i cittadini essere partecipi alla vita democratica della città? Sono queste le domande che l’Azione Cattolica della diocesi di Macerata pone al prof. Christian Gretter, docente alla facoltà di Sociologia e Servizio Sociale dell’Università di Urbino e specializzato in progettazione partecipata e sviluppo di comunità per la costruzione di servizi, interventi di cooperazione decentrata  e sistemi di welfare, che lunedì 11 maggio alle ore 21.15 presso il cortile di Largo Belvedere Raffaello Sanzio a Macerata parlerà sul tema ‘A chi importa dei beni comuni? Elogio dell’Amministrazione partecipata’.

L’incontro chiude un ciclo di incontri pubblici dal titolo ‘Città inVISIBILI – Trame di relazione tra spazi e persone’, ispirati all’opera di Italo Calvino, che nasce dal desiderio di rimettere al centro del dibattito cittadino il legame profondo tra la conformazione della città e la qualità della vita di chi la abita.

Nell’incontro precedente la prof.ssa Antonella Agnoli aveva approfondito il luogo della biblioteca come piazza del sapere e motore di rigenerazione urbana: “Le città sono ferite, e spesso ce ne facciamo carico in silenzio. Ma nessuno è esente dalla responsabilità. La cura, anche del nostro patrimonio culturale, è il punto da cui ripartire”.

Ed i cittadini si prendono cura della città attraverso la partecipazione alla vita sociale e politica. Infatti negli ultimi anni sono molte le esperienze di partecipazione dal basso che hanno provato a farsi strada in quello che ad oggi risulta essere un contesto ancora privo di linee guida chiare ed omogenee, sia da parte del legislatore che dalla giurisprudenza.

Alcune di tali esperienze possono essere ricondotte al modello di Amministrazione condivisa che, seppure ancora in fase di sperimentazione, si è rivelato capace di dare risposta ad un ampio numero di istanze provenienti dal basso e volte alla valorizzazione del patrimonio pubblico secondo logiche inclusive, capaci di produrre nuove utilità rispondenti ad interessi generali.

Infatti l’attivarsi dei cittadini secondo il modello dell’Amministrazione condivisa, invece che sottrarre risorse alla Pubblica Amministrazione per il perseguimento dell’interesse generale, le integra, attraverso la messa a disposizione del ‘saper fare’, tempo e competenze individuali in modo tale che i cittadini si trasformano da soggetti passivi a portatori di preziose risorse.

In questo modo possono contribuire alla rigenerazione di beni e spazi urbani altrimenti abbandonati al degrado attraverso la riattivazione della loro funzione originaria o l’attivazione di programmi di riuso e rigenerazione volti al reinserimento dei beni e degli spazi nel mutato contesto sociale e cittadino.

 

L’incontro è un invito per un nuovo modo di ‘pensare’ e ‘costruire’ la città in grado di favorire servizi migliori e relazioni più umane attraverso una cittadinanza attiva. L'ingresso è libero ed aperto alla cittadinanza.

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