Nessuno
mette in discussione il lavoro degli uffici.
L’ordinanza c’è, gli atti risultano adottati e la sicurezza durante lo
svolgimento dei lavori deve naturalmente essere garantita.
Il
problema, dunque, non è il lato formale, ma la sensibilità politica di chi
amministra. Un amministratore non può essere un semplice burocrate che verifica
se una norma è stata rispettata. Governare una città significa accompagnarla,
guidarla, prevenire i disagi, dare indirizzi e assumersi la responsabilità
delle conseguenze che ogni scelta produce nella vita concreta delle persone.
La
chiusura di Via Pacifico Massi, prevista per il 30 aprile dalle ore 7.00 alle ore
18.00, alla vigilia della Festa del Primo Maggio, ripropone un tema già emerso
con Via Veneto, che insieme alla mia collega Silvia Tatò avevamo segnalato
soltanto poche settimane fa.
Prendiamo
atto che, questa volta, sembra esserci stata maggiore attenzione al rispetto
delle regole formali. È positivo. Ma non basta. Il fatto che cittadini e
commercianti continuino a chiamarci e a segnalarci disagi, preoccupazioni e
mancanza di informazioni dimostra che qualcosa, nel rapporto tra
Amministrazione e città, continua a non funzionare.
Si
parla tanto di aiutare il commercio in questa fase difficile della
ricostruzione. La ricostruzione deve restare certamente una priorità assoluta
per Tolentino, ma proprio per questo va governata con attenzione, facendo in
modo che i cantieri convivano il più possibile con la vita quotidiana della
città. E non basta un ordine del giorno da 100 mila euro per dire di essere
vicini ai commercianti. L’aiuto economico è importante, certo. Ma prima ancora
viene il rispetto per il loro lavoro e il riconoscimento del ruolo che svolgono
ogni giorno nel tenere viva la città.
E
il rispetto si dimostra anche così: non limitandosi a pubblicare un avviso, ma
parlando per tempo con le attività coinvolte, almeno quando è possibile,
valutando l’impatto delle chiusure, evitando le giornate più delicate quando
esistono alternative e cercando soluzioni che riducano i disagi.
Alle
proteste di cittadini e commercianti, il Sindaco non può limitarsi a richiamare
la regolarità delle autorizzazioni, né dovrebbe accontentarsi di una
comunicazione affidata ai social quando in gioco c’è il lavoro delle persone.
Tolentino
non ha bisogno di un sindaco influencer. Ha bisogno di un’Amministrazione che
parli con chi lavora, ascolti prima che esploda il malcontento, dia indirizzi
chiari agli uffici e accompagni la città nelle situazioni che possono creare
disagio.
Perché
una città non è una pratica da protocollare. E non si governa con un post. I
tempi per farlo c’erano. L’ordinanza è del 23 aprile, la richiesta della ditta
risale al 16 aprile. Non si trattava quindi di un’emergenza improvvisa.
Finché
si continuerà a confondere la regolarità degli atti con il buon governo,
Tolentino continuerà ad avere la sensazione di essere lasciata sola proprio nei
momenti in cui avrebbe più bisogno di essere accompagnata.
Monia
Prioretti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia

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