Cosa
accadrebbe se le ‘rane’ di Aristofane, simbolo del degrado culturale nell’Atene
del V secolo a.C., si trasformassero oggi in entità digitali ossessive? E’
questa la sfida lanciata e vinta dal Liceo Classico 'Filelfo' di
Tolentino, che venerdì 27 marzo ha messo in scena lo spettacolo ‘Rane (ma non
troppo)’, in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico e della
Giornata Mondiale del Teatro.
La pièce ha reinterpretato il viaggio di Dioniso nell’oltretomba: non più una palude antica, ma un mondo colonizzato da notifiche, social network e intelligenze artificiali. Tra incontri ironici con figure del mito e ‘nuove entità’ come ChatGPT, Alexa e Siri, lo spettacolo ha interrogato il pubblico sul prezzo della dipendenza tecnologica e sul valore della memoria umana. Il finale ha messo in scena un serrato confronto tra l’efficienza dell’innovazione e l’autenticità del pensiero creativo, suggerendo che la poesia e l’immaginazione restano la cifra più profonda dell’identità umana.
Soddisfatto il dirigente scolastico Donato Romano, che ha annunciato una ‘novità’: dal prossimo anno scolastico il Liceo inserirà nel triennio lo studio dell’etica dell’intelligenza artificiale come disciplina. Alla serata hanno partecipato anche il sindaco Mauro Sclavi e la consigliera regionale Silvia Luconi.
Il successo porta la firma del regista Fabio Bacaloni, che ha guidato i 70 studenti-attori e il corpo di danza, e della coordinatrice Claudia Canestrini, che insieme alle colleghe ha ideato un progetto nato da un ‘atto d’amore per gli studenti e per la loro forza creativa’.
(Foto:
Lucrezia Palmieri)

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