Termovalorizzatore a Macerata: i numeri del Piano Regionale smentiscono le promesse del ‘terzo polo’
La
proposta del termovalorizzatore dell’avvocato Valori e di Orioli viene smentita
già di per sé dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, il Rapporto
Ambientale e la Dichiarazione di Sintesi della VAS. Orioli che si vende come il
nuovo che avanza a Macerata è stato, in realtà, un candidato a sostegno di
Parcaroli ormai sei anni or sono.
Si tratta quindi della stessa destra che governa da anni Macerata in Comune e in Provincia e la Regione Marche che, in questi anni, non hanno costruito una discarica provinciale, non hanno investito nel riciclo e non hanno risolto il problema dei rifiuti. Loro che danno sempre la colpa a chi c’era prima (talvolta, arrivando fino agli antichi romani), stavolta devono ammettere che anche stavolta è colpa di quelli che c’erano prima, cioè loro stessi.
Gli € 20.000.000 di extracosti del Cosmari sono il conto che cittadine e cittadini pagano per questi anni di inerzia. Oggi Orioli e Valori si presentano come alternativa, ma la loro proposta è bruciare i rifiuti di tutta la regione a Macerata. Non è una svolta: è la prosecuzione dello stesso errore con un altro nome.
‘Non ci sono alternative: le discariche costano e inquinano di più’: non è così. Ogni 100 tonnellate bruciate producono circa 2 tonnellate di ceneri volanti e 1,5 di sali da depurazione fumi: su 370.000 tonnellate l'anno, circa 9.500 tonnellate annue di rifiuti speciali pericolosi. Le Marche non hanno una discarica per rifiuti pericolosi; in Italia ne esistono soltanto undici, tutte fuori regione.
‘La nostra immondizia renderà gratuita l’energia’: il Piano non prevede teleriscaldamento: scrive soltanto che il calore «può» generare sinergie. Senza teleriscaldamento, il paragone con Copenaghen è propaganda elettorale. L'impianto ARC ha dovuto importare rifiuti dall'estero per evitare il dissesto, con un debito superiore a 3,7 miliardi di corone danesi.
Chi paga davvero?
Il
Piano stima l'investimento in almeno € 370.000.000 su dati del 2020; il
termovalorizzatore di Roma Capitale prevede circa un miliardo e una tariffa di €
185 per tonnellata per trent'anni. I maceratesi, che già pagano una delle
tariffe più alte della regione, rischiano un'ipoteca trentennale. La Regione ha
introdotto un monitoraggio per verificare se i flussi giustificheranno
l'impianto.
Tre problemi taciuti
L'acqua: fabbisogno tra 170.000 e 670.000 metri cubi l'anno, non stimato dal Piano. Il traffico: oltre mille tonnellate giornaliere di mezzi pesanti. I PFAS: sostanze perfluoroalchiliche estremamente persistenti nei fanghi. Noi di AVS proponiamo trasparenza sui costi reali e una visione che non scarichi su Macerata il peso di una scelta sbagliata.
Patrizia
Sagretti - Avs Macerata

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