di Maurizo Verdenelli -
Due titoli del cinema di Massimo Troisi aiutano a raccontare il clima che accompagna le prossime elezioni comunali di Macerata: Ricomincio da tre e Scusate il ritardo. Nel caso del capoluogo marchigiano, però, il numero cambia: i candidati sindaco non sono tre ma cinque, pronti a contendersi la guida della città nelle amministrative del 24 e 25 maggio.
Il primo a sciogliere le riserve, già nell’ottobre scorso, è stato il dottor Giordano Ripa, medico, alla guida della civica Futuro per Macerata. La sua candidatura è arrivata con largo anticipo rispetto agli altri aspiranti alla carica di primo cittadino e rappresenta anche una posizione critica nei confronti dell’amministrazione uscente.
A seguire sono scesi in campo gli altri protagonisti della competizione elettorale. Per il centrosinistra si presenta Gianluca Tittarelli, dirigente commerciale e figura molto conosciuta anche nel mondo sportivo locale, legato alle realtà del Valdichienti e del Montalbano Volley.
Tra i candidati figura anche il dottor Marco Sigona, direttore ospedaliero di Dermatologia, già impegnato nella politica cittadina nel 2020 con la lista Macerata Rinnova a sostegno del candidato sindaco Narciso Ricotta. In quell’occasione la lista ottenne il 3,8 per cento dei voti e l’elezione di un consigliere. Nel suo gruppo figurano personalità note del mondo accademico e professionale, tra cui Paolo Micozzi e l’ex rettore di Unicam Flavio Corradini.
La sera del 27 febbraio è arrivata poi l’ufficializzazione della candidatura del sindaco uscente Sandro Parcaroli, in cerca di conferma dopo cinque anni e mezzo di mandato. Parcaroli, che compirà settant’anni il prossimo novembre, ha deciso di tornare in campo dopo una fase di riflessione, anche su sollecitazione di esponenti di primo piano del centrodestra come Matteo Salvini, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il commissario marchigiano della Lega Riccardo Augusto Marchetti.
A completare il quadro dei candidati è Mattia Orioli, sostenuto da una coalizione del cosiddetto Terzo Polo composta da Azione, Base Popolare, Liberaldemocratici, Socialisti Liberali, Repubblicani Europei, Radicali e Ora Marche.
Orioli ha presentato la propria candidatura come un progetto politico centrato sulla partecipazione e sul coinvolgimento dei cittadini. «Non abbiamo totem – ha spiegato – ma vogliamo costruire un progetto nuovo per Macerata, passando dall’io al noi». Tra i punti del programma figurano il rilancio dei Consigli di quartiere, un nuovo modello per APM, il rafforzamento dei rapporti con l’Università di Macerata, la manutenzione delle strade e una maggiore apertura alla partecipazione civica.
Nel frattempo il dibattito politico cittadino ha sfiorato anche altre possibili candidature. Tra i nomi circolati c’era quello dell’assessore al Bilancio Marco Caldarelli, sostenuto dall’Udc e indicato come possibile candidato anche dall’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi, ma l’ipotesi non si è concretizzata.
Sul fronte leghista, invece, si è registrato il sostanziale silenzio dell’ex sindaca Anna Menghi, che molti consideravano una possibile alternativa nel caso di un passo indietro di Parcaroli. Menghi ha preferito non commentare la situazione politica, spiegando di non essere in questo momento concentrata sull’attività politica, anche in considerazione di recenti vicende personali.
La partita elettorale si preannuncia quindi aperta. Secondo Guido Garufi di Noi Moderati, difficilmente la sfida si chiuderà al primo turno. Il candidato del centrosinistra Tittarelli, infatti, può contare su un radicamento significativo nel mondo del commercio, dello sport e del volontariato.
Il dottor Ripa, dal canto suo, parte con il vantaggio di aver avviato la campagna elettorale con largo anticipo, mentre Sigona punta sulla propria notorietà professionale e sul sostegno di un gruppo civico.
Cinque candidati, dunque, per una competizione che promette di animare la primavera politica maceratese. L’appuntamento con le urne è fissato per il 24 e 25 maggio, nel mese “leopardiano” delle rose – ma anche, come spesso accade in politica, delle spine.
Redazione - laScansionenet
Un altro modo di raccontare il territorio
Due titoli del cinema di Massimo Troisi aiutano a raccontare il clima che accompagna le prossime elezioni comunali di Macerata: Ricomincio da tre e Scusate il ritardo. Nel caso del capoluogo marchigiano, però, il numero cambia: i candidati sindaco non sono tre ma cinque, pronti a contendersi la guida della città nelle amministrative del 24 e 25 maggio.
Il primo a sciogliere le riserve, già nell’ottobre scorso, è stato il dottor Giordano Ripa, medico, alla guida della civica Futuro per Macerata. La sua candidatura è arrivata con largo anticipo rispetto agli altri aspiranti alla carica di primo cittadino e rappresenta anche una posizione critica nei confronti dell’amministrazione uscente.
A seguire sono scesi in campo gli altri protagonisti della competizione elettorale. Per il centrosinistra si presenta Gianluca Tittarelli, dirigente commerciale e figura molto conosciuta anche nel mondo sportivo locale, legato alle realtà del Valdichienti e del Montalbano Volley.
Tra i candidati figura anche il dottor Marco Sigona, direttore ospedaliero di Dermatologia, già impegnato nella politica cittadina nel 2020 con la lista Macerata Rinnova a sostegno del candidato sindaco Narciso Ricotta. In quell’occasione la lista ottenne il 3,8 per cento dei voti e l’elezione di un consigliere. Nel suo gruppo figurano personalità note del mondo accademico e professionale, tra cui Paolo Micozzi e l’ex rettore di Unicam Flavio Corradini.
La sera del 27 febbraio è arrivata poi l’ufficializzazione della candidatura del sindaco uscente Sandro Parcaroli, in cerca di conferma dopo cinque anni e mezzo di mandato. Parcaroli, che compirà settant’anni il prossimo novembre, ha deciso di tornare in campo dopo una fase di riflessione, anche su sollecitazione di esponenti di primo piano del centrodestra come Matteo Salvini, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il commissario marchigiano della Lega Riccardo Augusto Marchetti.
A completare il quadro dei candidati è Mattia Orioli, sostenuto da una coalizione del cosiddetto Terzo Polo composta da Azione, Base Popolare, Liberaldemocratici, Socialisti Liberali, Repubblicani Europei, Radicali e Ora Marche.
Orioli ha presentato la propria candidatura come un progetto politico centrato sulla partecipazione e sul coinvolgimento dei cittadini. «Non abbiamo totem – ha spiegato – ma vogliamo costruire un progetto nuovo per Macerata, passando dall’io al noi». Tra i punti del programma figurano il rilancio dei Consigli di quartiere, un nuovo modello per APM, il rafforzamento dei rapporti con l’Università di Macerata, la manutenzione delle strade e una maggiore apertura alla partecipazione civica.
Nel frattempo il dibattito politico cittadino ha sfiorato anche altre possibili candidature. Tra i nomi circolati c’era quello dell’assessore al Bilancio Marco Caldarelli, sostenuto dall’Udc e indicato come possibile candidato anche dall’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi, ma l’ipotesi non si è concretizzata.
Sul fronte leghista, invece, si è registrato il sostanziale silenzio dell’ex sindaca Anna Menghi, che molti consideravano una possibile alternativa nel caso di un passo indietro di Parcaroli. Menghi ha preferito non commentare la situazione politica, spiegando di non essere in questo momento concentrata sull’attività politica, anche in considerazione di recenti vicende personali.
La partita elettorale si preannuncia quindi aperta. Secondo Guido Garufi di Noi Moderati, difficilmente la sfida si chiuderà al primo turno. Il candidato del centrosinistra Tittarelli, infatti, può contare su un radicamento significativo nel mondo del commercio, dello sport e del volontariato.
Il dottor Ripa, dal canto suo, parte con il vantaggio di aver avviato la campagna elettorale con largo anticipo, mentre Sigona punta sulla propria notorietà professionale e sul sostegno di un gruppo civico.
Cinque candidati, dunque, per una competizione che promette di animare la primavera politica maceratese. L’appuntamento con le urne è fissato per il 24 e 25 maggio, nel mese “leopardiano” delle rose – ma anche, come spesso accade in politica, delle spine.
Redazione - laScansionenet
Un altro modo di raccontare il territorio





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