C’è una nuova regia nella comunicazione del sindaco di Tolentino. Riprese dall'alto, musica studiata, immagini pulite: il drone sorvola il cantiere del nuovo campus scolastico e prova a raccontare una storia lineare, rassicurante, quasi inevitabile. Ma la realtà, quella vera, non si gira con il drone. Perché sotto quelle immagini c'è una vicenda molto più complessa, fatta di passaggi politici, scelte amministrative e momenti anche difficili per la città.
Il campus scolastico di Tolentino non nasce oggi e non nasce per iniziativa dell'attuale amministrazione. E’ un progetto che ha radici precise nella precedente amministrazione di centrodestra, che lo ha voluto, impostato e portato avanti dentro un percorso articolato e tutt'altro che scontato.
In quegli anni Tolentino ha vissuto momenti delicati su questo tema. Le proteste degli studenti, l'attenzione mediatica nazionale, fino ad arrivare alle telecamere di Striscia la Notizia: un passaggio che certo non ha contribuito a dare un'immagine positiva della città, ma che testimonia quanto la questione fosse sentita, urgente e reale. Non era una narrazione costruita. Era la realtà.
In quel contesto, la posizione di Mauro Sclavi non è mai stata quella di un sostenitore convinto del progetto campus. Anzi, durante la fase politica precedente alla sua elezione, il suo approccio si è caratterizzato per una distanza evidente rispetto all'impostazione data. Qualche cittadino ci ha addirittura espresso disappunto, ricordandoci che qualcuno della attuale maggioranza affermasse davanti ai cittadini che "il campus non serve, perché tanto riporteremo tutte le scuole in centro".
Nel 2022, l'attuale Sindaco dichiarava senza mezzi termini, riferendosi al Campus: ‘è una scelta lungimirante che io non avrei fatto’. Una confessione di coraggio ammirevole, almeno quello.
Oggi, a distanza di anni, lo stesso Sindaco affida a un drone e a un post Facebook il compito di raccontare l'inizio dei lavori di quella stessa opera che non avrebbe voluto, con la soddisfazione di chi ha appena inventato la ruota. Il campus diventa così protagonista di video, simbolo di visione, quasi espressione naturale di un percorso amministrativo guidato da chi oggi governa. Una narrazione suggestiva, ben costruita, ma che rischia di semplificare, fino a distorcerla, la realtà.
Chiediamo al Sindaco un po' di sobrietà, una qualità che, a giudicare dalle ultime uscite social, non sembra essere tra le sue priorità. Per rispetto di una comunità che aspetta questo campus da troppo tempo, le spettacolarizzazioni non servono a nessuno. Se davvero si voleva fare comunicazione utile, forse valeva la pena usare quel drone e quella visibilità non per alimentare il proprio consenso elettorale né per iniziare la corsa al secondo mandato, ma per promuovere le iscrizioni e far sapere ai ragazzi e alle famiglie che finalmente qualcosa si muove. Questo sarebbe stato un atto di buona amministrazione. Il resto è solo propaganda.
Il centrodestra rivendica con serenità e fermezza questa verità: il campus ha una storia precisa, un'origine politica precisa e un percorso amministrativo che non può essere riscritto a posteriori. Non si tratta di togliere meriti a nessuno, ma di evitare che qualcuno se ne attribuisca più di quelli che gli spettano, sempre che ne abbia.
Perché amministrare significa anche essere coerenti. E la coerenza non si costruisce con un cambio di linguaggio o con una nuova strategia comunicativa. Si costruisce nel tempo, quando le scelte vengono fatte, difese e mantenute.
Il drone può offrire una prospettiva diversa, può rendere tutto più ordinato, più suggestivo, persino più convincente. Ma non cambia la sostanza, che non è certamente quella che il Sindaco vuole narrare. Ed a Tolentino la sostanza è chiara: il campus non nasce oggi. E soprattutto, non nasce così, né nasce da Sclavi.
Da Fratelli D'Italia, Tolentino nel Cuore, Forza Italia, E' viva Tolentino, Lega e Udc

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