A Tolentino la sanità in fila: 2.000 cittadini senza medico e nessuno che avesse previsto questo caos
A Tolentino
circa 2.000 persone sono rimaste senza medico di base da un giorno all’altro.
Non per un evento improvviso, non per un’emergenza imprevedibile, ma per
qualcosa che si conosceva da tempo e cioè il pensionamento di un medico e una
scelta professionale.
Pochi giorni
fa, all’apertura dello sportello del villaggio della salute, si è vista una
scena che plasticamente rappresenta il collasso del servizio pubblico,
cittadini in coda all’alba, tra tensione crescente ed esasperazione. Fino a che
non sono scoppiati litigi che hanno costretto la guardia giurata a chiedere
l’intervento dei carabinieri. Infine, a gestire un’emergenza che mai avrebbe
dovuto verificarsi, è pure intervenuto il sindaco.
Tutto questo
non è solo cronaca, è la rappresentazione di un fallimento, della totale
incapacità di programmazione in chi amministra la cosa pubblica. Qui non si
parla infatti di un imprevisto, ma di imperdonabile inerzia, visto che il
pensionamento di uno dei medici di base el a scelta di un altro dottore di intraprendere
un diverso percorso professionale, era noto da tempo, così come da tempo era
noto il numero dei pazienti coinvolti. Eppure, nonostante il rischio di
paralisi del servizio fosse evidente, nessuno si è preoccupato di trovare
anticipatamente soluzione, di predisporre un piano alternativo, di adattare
misure concrete per evitare tutto ciò.
Il risultato è
indegno di un sistema sanitario pubblico che si definisce universale. Non è
accettabile vedere cittadini costretti a contendersi un medico come fosse un
privilegio, e non un diritto. Un diritto che, ricordiamolo, è sancito dalla
Costituzione. Del resto è pur vero che ciò che nella Carta è scritto e ciò che
accade ogni giorno la distanza è ormai sempre più evidente. E in mezzo, troppo
spesso il vuoto della politica e dell’amministrazione.
Così, mentre a
livello nazionale il dibattito si concentra su riforme di potere, equilibri
istituzionali e giochi di palazzo, nei territori si consumano situazioni come
questa di Tolentino. Quando la sanità pubblica smette di essere garantita e
diventa una corsa a ostacoli, non siamo più davanti a un problema
organizzativo. Siamo davanti a una responsabilità politica precisa.
Da parte
nostra auspichiamo che si prenda finalmente atto della necessità di uno sforzo
condiviso da parte di tutta la politica, che si metta da parte lo scontro e si
inizi ad affrontare seriamente le disfunzioni croniche del nostro sistema
sanitario.
Paolo Dignani Civico 22

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