L’assessore
Aloisi ha presentato ieri il bilancio di previsione 2026-2028 con toni da
favola: «fondamenta solide», «stagione di rinascita», «visione chiara per il
domani». Una narrazione idilliaca, quasi da pubblicità del Mulino Bianco, che
stride con la città che i tolentinati vivono ogni giorno. Non serve essere
consiglieri per accorgersene: basta abitarci. I cittadini sanno benissimo cosa
è stato fatto e cosa non è stato fatto in questi quattro anni, e la distanza
tra ciò che viene raccontato in aula e ciò che si vive per strada è visibile a
tutti.
Aloisi dipinge un futuro radioso. Ma quello che abbiamo ascoltato ieri assomiglia più all’inizio di una campagna elettorale che alla presentazione di un bilancio preventivo serio e responsabile. Una rampa di lancio, costruita su annunci e visioni. Peccato che questa amministrazione sia ancora in carica, e che governare non significhi annunciare ma produrre risultati.
I cittadini di Tolentino ne sanno già qualcosa di promesse: ne hanno sentite molte nel 2022. E i documenti che abbiamo analizzato dicono che tra quelle promesse e la realtà del bilancio il divario è enorme. Le linee di mandato e la sezione strategica del DUP promettono delle cose. La sezione operativa — quella dove si mettono i soldi veri — racconta la verità: i soldi non ci sono.
Prima di entrare nel merito, vogliamo essere leali. Il quadro finanziario è formalmente in equilibrio. Siamo soddisfatte, inoltre, che alcuni suggerimenti da noi portati avanti con insistenza siano stati accolti. Il primo riguarda l’allineamento delle previsioni di spesa alle esigenze reali delle manutenzioni: avevamo più volte segnalato come le previsioni sottodimensionate costringessero il Comune a continue variazioni in corsa, e il risultato pratico lo avevano pagato i cittadini con parchi non sfalciati e strade non mantenute per settimane in attesa della successiva variazione di bilancio.
Il milione stanziato per le manutenzioni ordinarie va nella direzione che chiedevamo. Il secondo è il Piano Asfalti con uno stanziamento di € 500.000: un fondo straordinario per il rifacimento delle strade deteriorate dai mezzi pesanti della ricostruzione era una misura che avevamo proposto e più volte sollecitato. Registriamo con soddisfazione anche la rotatoria in via Pertini, attesa da anni dai cittadini, che potrà finalmente essere realizzata grazie anche all’attenzione della Regione Marche.
Detto questo, alcune precisazioni sono doverose. L’assessore cita con orgoglio una cassa solida di € 8.300.000, ma omette un dettaglio non secondario: quei fondi sono vincolati o accantonati, e non liberamente utilizzabili per i servizi ai cittadini. E guardando più in profondità, il quadro si fa meno rassicurante: le spese correnti previste per il 2026 ammontano a circa € 20.900.000, mentre le entrate correnti proprie si fermano a circa € 20.200.000. Il gap viene colmato applicando l’avanzo di amministrazione e il fondo pluriennale vincolato.
Le linee di mandato del 2022 sul turismo promettevano un piano industriale, una strategia di marketing territoriale, la valorizzazione del Lago delle Grazie, il rilancio delle Terme Santa Lucia. Parole ambiziose. Eppure la spesa corrente destinata al turismo è pari a 3.000 euro annui. Non trecentomila: tremila. Meno di quanto una piccola attività locale spende in pubblicità. Senza operatività non si fa marketing, non si costruiscono pacchetti turistici, non si dialoga con gli operatori. E lo si vede già nei fatti: alla BIT — Borsa Internazionale del Turismo di Milano — Tolentino non era presente con i propri amministratori, a differenza dei sindaci dei territori vicini che erano lì di persona, a stringere mani e costruire relazioni.
A rappresentare la città c’erano Interno Marche e la Pro Loco TCT, con le proprie forze. Non pretendiamo che una fiera possa risolvere ogni problema, sia chiaro, ma sorprende che, pur non essendoci stati, si sia scelto di mascherare l’assenza con una nota stampa che ha fatto credere ai cittadini ciò che non è stato.
Analoga la situazione sulla cultura. La Missione 5 passa da oltre € 400.000 di spesa corrente nel 2026 a poco più di € 300.000 nel 2027-2028, con zero euro di nuovi investimenti nel biennio. Va precisato che quei € 300.000 non sono risorse disponibili per nuovi progetti: sono i fondi necessari alla gestione ordinaria, quelli che si ripetono ogni anno per tenere in piedi il Politeama, i musei e la stagione teatrale. Non c'è un euro in più per fare cultura nuova. Il DUP afferma di voler riallestire il MIUMOR, riorganizzare la Biblioteca Filelfica, valorizzare il Monumento della Vittoria e la Casa Filelfo. Ma con quali risorse, se nel 2027 e 2028 non è previsto un solo euro di investimento in questa missione?
Abbiamo citato a titolo esemplificativo Turismo e Cultura, ma la stessa situazione si ripete in tutte o quasi le missioni. Al netto dei temi, è risultato evidente il contrasto tra la pacatezza dei lavori e la reazione scomposta della vicesindaco, che ha puntato il dito contro chiunque non si sia limitato a dire ciò che evidentemente voleva sentirsi dire. Una città non si costruisce con le parole, ma con le scelte. E quando le scelte non finanziano il futuro, il futuro rimane solo un racconto.
Silvia Tatò e Monia Prioretti per Fratelli d’Italia

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