Anche a febbraio al multiplex Giometti
di Tolentino proseguono le proiezioni della rassegna cinematografica ‘La Decima
Musa’ a cura del prof. Alberto Cingolani, organizzate da Unitre e Cine Club venerdì
20 febbraio alle ore 21.15 con il film ‘Primavera’ di Damiano Michieletto, interpretato
da Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi,
Hildegard De Stefano ed ambientato a Venezia nel 1716: Cecilia è un’orfana che
la madre ha affidato all’Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell’istituto
ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale,
nel suo caso il violino. Le musiciste più dotate dell’orfanotrofio si
esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in
volto, e sono di fatto prigioniere finché non vengono date in sposa a qualche
pretendente disposto a pagare una cospicua dote all’istituzione.
Il film mostra, attraverso il suo
commento musicale, la genesi di ‘Le quattro stagioni’, il capolavoro di
Vivaldi, composto proprio nel periodo in cui si svolge questa storia. La
composizione melodica che accompagna il film è eccezionale nel sostenere il
racconto e occasionalmente agire da contrappunto: una scena di ballo ambientata
fra nobiluomini e nobildonne truccati e parruccati, grottesca e primordiale al
punto giusto, è da antologia.
La rassegna è chiusa venerdì 27 febbraio
alle ore 21.15 dal film ‘L’anno nuovo che non arriva’ del regista Bogdan
Muresanu, che si svolge a Bucarest nel dicembre 1989, quando il regime di Ceausescu
sta per crollare. Mentre l'esercito reprime le rivolte a Timisoara che i media
cercano di camuffare, il regista Stefan deve salvare lo spettacolo di Capodanno
della TVR: l'attrice principale fuggita va rimpiazzata con l'attrice teatrale
Florina, che però detesta il dittatore. Laurentiu, intanto, figlio del regista,
medita di scappare in Jugoslavia a nuoto. Ionut, agente segreto della
Securitate, deve sorvegliare lui e i suoi amici, ma è incapace di allontanare
la madre Margareta dalla sua casa prossima alla demolizione. Intanto Gelu,
operaio traslocatore dello stabile, è in ambasce: il figlioletto ha imbucato la
letterina a Babbo Natale in cui chiedeva la morte di "zio Nicolae"
come regalo per il papà.

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