Parlare
dei Giardini Diaz è diventata ormai una triste consuetudine per i cittadini
maceratesi. Mentre i lavori di restyling volgono al termine con la sistemazione
del laghetto, ciò che emerge dal cantiere non è la rinascita di un polmone
verde, ma una serie di "dolenti constatazioni" che sicuramente
l’Amministrazione liquiderà come sterili polemiche, ma che sono, in realtà,
fatti concreti sotto gli occhi di tutti.
Basta una passeggiata lungo i due viali principali per accorgersi del disastro: la tanto decantata pavimentazione drenante presenta già vistose fessurazioni. Oltre all'impatto estetico deprimente, sorge un dubbio legittimo sulla tenuta futura dell'opera. La fretta del PNRR impone scadenze serrate e l'Amministrazione non può permettersi di contestare i lavori per non rischiare di perdere i finanziamenti. Il risultato? Un’opera pubblica mediocre pagata a caro prezzo.
È inaccettabile che, a fronte di una spesa di più di mezzo milione di euro, non si sia trovato il modo di intervenire sulla recinzione, ormai divorata dalla ruggine. Perché la manutenzione di questo elemento di arredo fondamentale è stata esclusa dal progetto? Forse l’obiettivo è lasciarla degradare fino al totale sfacelo, sperando in un futuro (e incerto) finanziamento per sostituirla ex novo? Una gestione patrimoniale che definire miope è un eufemismo.
I cittadini hanno già ribattezzato l'area "Piazza Diaz". Non a torto: la distesa di pavimentazione ha trasformato i giardini in larghi viali a croce. Siepi, arbusti e zone d’ombra, liquidati come 'ostacoli', sono stati rimossi in nome di una visibilità a 360 gradi che dovrebbe garantire sicurezza. Oggi l'ordine regna sovrano perché è stato eliminato il verde. La sicurezza viene garantita dalle auto delle forze dell’ordine che transitano agevolmente tra cancelli sempre aperti.
‘La visibilità è sicurezza’, recitava un vecchio slogan negli uffici bancari: un risultato che trasforma un parco storico in una spianata sotto controllo, dove le fessure nel terreno e la ruggine della cancellata sono solo il triste contorno di una visione politica che ha smarrito il senso della bellezza e della cura del bene comune. Per noi di Avs il verde urbano non è e non deve essere solo abbellimento, ma deve essere il motore della pianificazione sostenibile della città.
È il verde che orienta la rigenerazione urbana. È il verde, insieme alla mobilità sostenibile, alle strade sicure per tutti, al costruito decoroso, ai servizi facilmente accessibili che migliora la qualità della vita. Questa amministrazione ha dato, pur con tante risorse a disposizione, una pessima immagine di sé ed una città più difficile da abitare.
AVS
Macerata

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