Sabato 29 novembre, al Teatro Vaccaj, alle ore 21.15, andrà in scena lo spettacolo con la regia di Gabriela Eleonori ‘Ferocia. Fateci smettere questo spettacolo’ di Betta Cianchini. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Organizzazione del Comune di Tolentino e Consulta delle Donne. L’evento è promosso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
“Le storie raccontate - spiega l'autrice, già
fondatrice dell'Associazione Culturale Le Funambole - sono tutte italiane, ma
ognuna è un puzzle di tante altre''. Tre vicende diverse che si identificano in
una barbarie ''tra le mura poco domestiche''. Con l'aggravante che più l'estrazione sociale, culturale ed economica è
alta, come per una delle protagoniste, più il disagio a raccontarsi è
prepotente e invalidante. E finisce che ''anche quando si denuncia, qualcosa si
inceppa, non va avanti''. In scena, Genny Ceresani, Barbara Salcocci, Francesca
Zenobi. Aiuto regia Anna Cimarelli.
‘Ferocia’ costituisce la parte centrale di ‘Storie di donne’ (morte ammazzate), un progetto formativo, informativo e performativo di sensibilizzazione artistica sul tema della violenza contro la donna. Cos'é ‘Ferocia’? Nelle note della regia, si legge di tre storie di donne, tre diverse vite che si intersecano sul palco, acidamente e beffardamente. Una giovane donna innamorata, una professionista alto-borghese ed una madre. Tre donne che vogliono raccontarsi, vogliono ricordare e scrollare la nostra attenzione.
Il focus di questo progetto è la
condivisione di impegno e partecipazione attiva nella lotta contro il fenomeno
del femminicidio tra uomini e donne. In scena - è stato scritto - ci sono
tre donne che intrecciano i loro monologhi sulle violenze subite in ambito
familiare. Due ‘fantasmi’ e una superstite raccontano la loro quotidianità fino
al gesto estremo perpetrato dai loro compagni di vita.
La necessità di
gridare contro questa quotidiana mattanza ci sembra doverosa, anche alla luce
dell’evento tragico che ha colpito la comunità tolentinate. I monologhi sono
tratti da storie realmente accadute.

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