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Legalità e cittadinanza all’ITTS Divini di San Severino: liberi contro, liberi dalle mafie

 


Sabato 25 marzo, per celebrare con qualche giorno di ritardo la ‘Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie’, gli alunni delle classi quarte del nostro Istituto hanno partecipato ad un incontro con i volontari di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e con il Sostituto procuratore generale della Procura della Corte dei conti per la Regione Sicilia, l’avvocato Marco Cavallaro.

Conoscenza, ricordo e rinascita: queste potrebbero essere le parole guida per ripercorrere gli interventi della mattinata. I volontari Pamela Pierucci e Mauro Mancini, rispettivamente insegnante di Italiano e studente UniMc, hanno presentato l’Associazione e il Presidio di Macerata, intitolato a Ciro Colonna, un diciannovenne di Napoli, vittima innocente della camorra, bersaglio casuale di un proiettile vagante. Ragazzo sfortunato, nel posto sbagliato al momento sbagliato, saremmo portati a constatare, e invece no!

Ciro era proprio dove doveva essere, quando doveva esserci, la mafia no. Sottrarre, allora, alla criminalità organizzata il potere che accumula attraverso il controllo e il possesso del territorio, restituire alla comunità luoghi e spazi, riappropriarsene e farli rinascere dandogli un nuovo scopo civico e sociale, come è avvenuto a Isola del Piano (PU), in cui un bene confiscato è oggi sede di un’associazione di volontariato, la Fattoria della Legalità, centro di formazione e di diffusione della cultura antimafia.

A far emergere la mafia dal sommerso degli affari pubblici, in cui troppo spesso astutamente si cela, contribuisce anche l’attività della Corte dei conti che, come ha spiegato Marco Cavallaro, nella sua variegata e complessa azione di controllo, incrocia spesso, soprattutto in Sicilia, le organizzazioni di stampo mafioso.

Oltre a illustrare, in generale e nel concreto, quelli che sono i compiti della Corte dei conti, Cavallaro ha fatto notare come l’inesistenza di un’organizzazione mafiosa specificatamente marchigiana non significhi che la mafia non abbia le sue infiltrazioni anche all’interno del nostro territorio, restituendo a tutti noi un quadro la cui complessità, lungi dal disarmare, possa invece diventare, si auspica, stimolo e sfida a vigilare e ad agire sempre nel segno della legalità.

 

 

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