In vista dei cantieri di restauro e miglioramento sismico, le spoglie del Santo Compatrono verranno trasferite il 18 agosto. La chiesa cittadina ospiterà le celebrazioni e i festeggiamenti di settembre durante tutta la durata delle opere. Un passaggio di profondo valore storico, emotivo e identitario per l'intera comunità settempedana. In vista dell'imminente avvio dei cantieri di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno il complesso del Santuario — pesantemente lesionato dalla sequenza sismica del 2016 —, le spoglie di San Pacifico torneranno temporaneamente nel cuore del centro abitato.. Nella giornata di martedì 18 agosto , l’urna contenente i resti del Compatrono della città verrà solennemente trasferita dal Santuario alla chiesa di San Domenico. Lo spostamento si è reso indispensabile per consentire l'esecuzione del complesso intervento strutturale, il cui piano ha ottenuto il via libera definitivo dalla Soprintendenza lo scorso...
Giuristi, storici, medici, archeologi, giornalisti, scultori, missionari.
Ci sono tanti nomi di settempedani illustri nella seconda parte della mostra “Per le vie di San Severino Marche, un percorso illustre nella storia della città”, inaugurata nelle sale espositive della Pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi” dal sindaco, Rosa Piermattei, dal presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, dal vice sindaco e assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, e dai curatori dell’esposizione: Milena Ranieri, Annalisa Piersanti, Chiara Codoni e Alice Cervigni.
La mostra, aperta fino al 26 maggio, è la seconda tappa di un viaggio alla scoperta di chi si è visto intitolare vie e piazze della città e che ha segnato, con il proprio fare e il proprio sapere, il glorioso passato di San Severino Marche.
Tornano così alla memoria il giurista Francesco Bruni, l’intagliatore Domenico Indivini, lo storico Girolamo Talpa, il letterato Severino Servanzi Collio, il chirurgo Oreste Margarucci insieme al giornalista e storico Alessandro Luzio, allo scultore Ercole Rosa, al fotografo Remo Scuriatti, all’archeologo Gualberto Piangatelli, al missionario Antonio Giuseppe Zampa.
Con loro ci sono, ovviamente, anche i “protagonisti” della prima parte dell’esposizione che era stata allestita, sempre in pinacoteca, nella scorsa estate.
“La memoria di una città è scritta negli edifici e nelle pietre, nei nomi delle strade, nelle lapiti del cimitero, nelle carte dell’archivio e nei libri della biblioteca - si legge nei pannelli che accompagnano i visitatori lungo il percorso espositivo - Spesso la città è il libro e la biblioteca è l’indice del libro che guida a conoscere, a capire e ad amare il luogo in cui si vive”.
L’evento culturale intende onorare e far conoscere insigni figure del passato per renderle ancora oggi vive nella memoria comune. La mostra è visitabile durante l’orario di apertura della civica pinacoteca.
Redazione - la Scansione.net
Nelle foto: il taglio del nastro della seconda parte della mostra dedicata ai settempedani illustri
Ci sono tanti nomi di settempedani illustri nella seconda parte della mostra “Per le vie di San Severino Marche, un percorso illustre nella storia della città”, inaugurata nelle sale espositive della Pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi” dal sindaco, Rosa Piermattei, dal presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, dal vice sindaco e assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, e dai curatori dell’esposizione: Milena Ranieri, Annalisa Piersanti, Chiara Codoni e Alice Cervigni.
La mostra, aperta fino al 26 maggio, è la seconda tappa di un viaggio alla scoperta di chi si è visto intitolare vie e piazze della città e che ha segnato, con il proprio fare e il proprio sapere, il glorioso passato di San Severino Marche.
Tornano così alla memoria il giurista Francesco Bruni, l’intagliatore Domenico Indivini, lo storico Girolamo Talpa, il letterato Severino Servanzi Collio, il chirurgo Oreste Margarucci insieme al giornalista e storico Alessandro Luzio, allo scultore Ercole Rosa, al fotografo Remo Scuriatti, all’archeologo Gualberto Piangatelli, al missionario Antonio Giuseppe Zampa.
Con loro ci sono, ovviamente, anche i “protagonisti” della prima parte dell’esposizione che era stata allestita, sempre in pinacoteca, nella scorsa estate.
“La memoria di una città è scritta negli edifici e nelle pietre, nei nomi delle strade, nelle lapiti del cimitero, nelle carte dell’archivio e nei libri della biblioteca - si legge nei pannelli che accompagnano i visitatori lungo il percorso espositivo - Spesso la città è il libro e la biblioteca è l’indice del libro che guida a conoscere, a capire e ad amare il luogo in cui si vive”.
L’evento culturale intende onorare e far conoscere insigni figure del passato per renderle ancora oggi vive nella memoria comune. La mostra è visitabile durante l’orario di apertura della civica pinacoteca.
Redazione - la Scansione.net
Nelle foto: il taglio del nastro della seconda parte della mostra dedicata ai settempedani illustri


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